International Journal of

Arts , Humanities & Social Science

ISSN 2693-2547 (Print) , ISSN 2693-2555 (Online)
DOI: 10.56734/ijahss
Dalla “Primavera Siriana” Alla Guerra Civile Media Occidentali E Arabi A Confronto

Abstract


Le proteste della “primavera siriana” sono iniziate a Daraa, una provincia meridionale, prevalentemente rurale, devastata dalla crisi economica che ha colpito il Paese dal 2005.  Daraa è considerata la culla della rivolta popolare siriana, che inizialmente chiedeva riforme politiche ed economiche, per poi degenerare nel conflitto armato in seguito alla dura repressione da parte del governo.

Quella che era cominciata come una protesta circoscritta su basi socio-economiche si è trasformata in breve tempo in una vera e propria rivolta armata contro lo Stato. Gli atti vandalici e gli incendi hanno colpito violentemente il cuore delle istituzioni e dei servizi pubblici.

Il testo propone una lettura della crisi siriana focalizzata su fattori interni ed esterni. Da un lato, individua nei Fratelli Musulmani (legati all'Egitto) i principali promotori delle proteste, accusandoli di mirare al potere per instaurare uno Stato islamico, perseguendo tale obiettivo anche a scapito dell'unità nazionale e cercando supporto esterno. D'altra parte, attribuisce la fragilità interna alle politiche di liberalizzazione economica (2005-2011), che hanno danneggiato le classi medio-basse e favorito la corruzione, indebolendo la coesione sociale. Infine, la crisi è inquadrata nel contesto del crollo degli equilibri regionali, influenzato dalla caduta di Mubarak in Egitto, dalle ambizioni turche, dall'occupazione americana in Iraq e dalla competizione tra Iran e il fronte turco-statunitense.

La "Primavera siriana" è vista, in parte, come una lotta tra grandi potenze e potenze regionali per il controllo del cuore del Medio Oriente, a seguito degli sforzi degli Stati Uniti per stabilire un dominio completo su questa regione al fine di creare un ordine mondiale che mantenga la loro posizione di potenza leader mondiale. Gli Stati Uniti sono tra le nazioni più consapevoli delle lezioni della storia e sanno che chiunque controlli la Siria può rafforzare la sua presa su Iraq, Turchia ed Egitto, che costituiscono un punto di convergenza tra di loro. Chiunque controlli queste tre sfere geopolitiche può controllare il Medio Oriente. E chiunque ci riesca può controllare il mondo.